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Acqua e civiltà nelle terramare

via | popolis.

I primi risultati degli scavi archeologici sulla Vasca Votiva di Noceto: 25 Maggio

Parma – Una delle più spettacolari e importanti scopertedell’archeologia italiana ed europea. Così gli esperti hanno definito il ritrovamento nel territorio di Noceto di una gigantesca vasca di legno del XV sec. a.C., un vero e proprio bacino artificiale probabilmente destinato alla deposizione di offerte votive.

A pochi anni dalla scoperta, Maria Bernabò Brea (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna) e Mauro Cremaschi (Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano) pubblicano i dati nel volume “Acqua e civiltà nelle Terramare. La vasca votiva di Noceto” che sarà presentato a Parma dal Soprintendente archeologo Filippo Maria Gambari mercoledì 25 maggio, alle ore 18, alla Casa della Musica.

Il libro illustra i primi risultati degli scavi e degli studicondotti fino ad oggi su questa straordinaria testimonianza archeologica venuta in luce casualmente nel 2004 in località Torretta di Noceto, nel parmense. La grande vasca di legno non solo rappresenta una poderosa opera di ingegneria e carpenteria di una comunità terramaricola dell’età del Bronzo ma è anche portatrice di significati collegabili alla sfera del sacro. Si tratta di un reperto risalente a 3500 anni fa, eccezionalmente ben conservato grazie alle particolari condizioni del terreno, una scoperta che rivoluziona le nostre conoscenze sulla protostoria e sulle credenze religiose della civiltà delle terramare. Poter disporre della gran mole di dati acquisiti con scavi e ricerche è un evento di somma importanza.

La vasca di Noceto fu probabilmente utilizzata dal XV al XIV secolo a.C. Il dato eccezionale di questo reperto risiede non solo nelle sue dimensioni (si tratta di una vasca rettangolare di circa 22 metri per 13, profonda almeno 4) e nelle caratteristiche costruttive (che testimoniano capacità progettuali e carpentieristiche estremamente evolute) ma soprattutto nella sua ubicazione, nel suo utilizzo e nel tipo di materiali rinvenuti al suo interno.

Una volta riempita d’acqua (operazione di per sé complessa),nella vasca furono infatti deposti svariati oggetti –vasellame in ceramica, animaletti fittili, attrezzi in legno, ciottoli di fiume, ossa animali e altro– attentamente selezionati e altrettanto accuratamente posizionati. Questi e altri fattori hanno persuaso Maria Bernabò Brea e Mauro Cremaschi che la vasca di Noceto non sia stata costruita per esigenze funzionali ma sia stata invece creata e realizzata con scopi rituali.

Le indagini archeologiche e naturalistiche tuttora in corso, impediscono di scrivere il finale stabilendo, come scrivono gli autori, se la vasca sia stata realizzata per celebrare un evento particolare, un personaggio eminente o un’usanza legata alle attività produttive delle genti che la costruirono. Il proseguo degli studi e della collaborazione tra Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Università degli Studi di Milano e Comune di Noceto continuerà a raccontare l’avvincente storia di questo reperto e degli uomini che l’hanno costruito.

Intervengono:
LUCA SOMMI, Assessore alla Cultura del Comune di Parma,
FABIO FECCI, Assessore alla Sicurezza del Comune di Parma,
GIUSEPPE PELLEGRINI, Sindaco del Comune di Noceto

Presenta il volume: FILIPPO MARIA GAMBARI, Soprintendente ai Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna. Sono presenti gli autori Maria Bernabò Brea e Mauro Cremaschi.

 

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