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Beni culturali, iPompei: arte e nuove tecnologie al servizio dello sviluppo

Nell’immaginario collettivo (e purtroppo di molti decisori politici) cultura, impresa e tecnologia sono ancora isole lontane. Nella realtà delle cose, se c’è un settore in cui le nuove tecnologie possono servire a moltiplicare le opportunità di impresa, questo è proprio quello dei beni culturali. “Storia e hitech possono e debbono incontrarsi sia per potenziarsi a vicenda sia per creare nuove possibilità di sviluppo al nostro territorio”, afferma il sindaco Claudio D’Alessio nell’inaugurare “iPompei. Le giornate dell’innovazione per i beni culturali”, il forum internazionale che da domenica e fino a domani ha chiamato a raccolta nella città vesuviana decine di imprenditori, studiosi, scienziati e innovatori per presentare proposte e illustrare best practice nella gestione del patrimonio storico e artistico.
Guadagni, perdite, finanza, managment, credito, questi alcuni dei temi sviluppati nella sessione “Economia e innovazione dei beni culturali” tenutasi ieri presso il Salone di rappresentanza del Municipio. “La fruizione di beni culturali oggi presuppone l’Ict – sottolinea Innocenzo Cipolletta, presidente dell’università di Trento, tra i relatori – il mondo cambia, cambia l’economia e allo stesso modo cambia anche il concetto stesso di cultura. La conservazione dei beni culturali – continua l’ex direttore generale di Confindustria – è, per esempio, una questione di invenzione di materiali nuovi, spesso riutilizzabili in altri ambiti”. Gli fa eco Fabio Severino, vicepresidente dell’“Associazione dell’economia della cultura”, che nel suo intervento mette in rilievo il ritardo con cui nel nostro Paese le banche stanno avvicinandosi ai responsabili di chi gestisce i beni culturali. “Il problema più grande degli operatori culturali – dice – è quello di disporre di risorse con ritardo cronico. Ciò non solo per una mancanza di fondi, ma per un ritardo di mentalità”.
Sono intervenuti, inoltre, Stefania Gigli Quilici, direttrice della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici del Suor Orsola Benincasa, Titiana Kirova, professoressa di restauro presso il Politecnico di Torino, Luca Zan, docente di Innovazione delle organizzazioni culturali dell’Università di Bologna, Ernesto Hoffman, esperto di tecnologie digitali applicate ai siti culturali e Ivan di Federico, membro del Board Topcon del Gruppo Toshiba. Ecco, probabilmente uno degli esempi migliori di come cultura e innovazione sia un “matrimonio di interesse” reciproco lo dimostra proprio la Topcon, che nel piazzale antistante il Municipio espone la “Mobile Mapping”, la speciale autovettura dotata di uno scanner tridimensionale in grado di effettuare mappatura dei siti per “viaggi virtuali”.
Esposti anche modelli in scala degli aerei usati dalla Guardia di Finanza con il Centro Regionale di Competenza Benecon per monitorare dall’alto l’area archeologica di Pompei. “Questi strumenti – spiega infine Carmine Gambardella, presidente del Benecon – grazie a sofisticati macchinari ad infrarossi, consentono la ricerca dei sintomi che possono minare la salute di monumenti e edifici”.

via | denaro.it

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