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“Chiosco e ombrelloni sui reperti dell’antico porto”

via | La Repubblica.

La denuncia dell’associazione Minerva che ha visto approvato dal Comune un suo progetto per il recupero e la valorizzazione dell’area archeologica e ora scopre che sta sorgendo uno chalet

"Chiosco e ombrelloni sui reperti dell'antico porto"

Un chiosco per le bibite sull’antico porto di Pulsano. Con gli ombrelloni infilati come ombrellini da cocktail sulla superficie del sito archeologico di interesse culturale. E il Comune che con una mano approva e delibera sul progetto di recupero e valorizzazione dell’aerea e con l’altra autorizza la costruzione di uno chalet sulla spiaggia foderata di reperti classici. La delibera del sindaco Giuseppe Ecclesia che approva il piano di tutela è di quattro-cinque mesi fa, del 28 dicembre, il via ai lavori della settimana scorsa o poco più. Ma ora l’associazione Minerva, che ha redatto il progetto per fare della spiaggia Lo Scoglio di Pulsano un luogo di attrazione, ha deciso di denunciare quanto accaduto e sta avvenendo, ed è pronta a presentare un esposto alla magistratura: “La soprintendenza sta a guardare, nonostante le segnalazioni dei cittadini”. 

In un dettagliato dossier i soci dell’associazione culturale, nata all’interno della facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’università di Bologna, hanno raccolto le foto dei reperti e raccontato degli incontri con il primo cittadino, che aderiva entusiasta all’idea e gli commissionava lo studio, puntualmente consegnato. Fasi di ricerca, passaggi tecnici, dal come è al come sarà: tutto nel fascico con le immagini dei pannelli informativi che sarebbero sorti, le ricostruzioni in 3D, la passerella per il mare che in questi giorni, comunque, sta crescendo lungo la spiaggia. A dicembre il Comune delibera. Poi affida geometra Gaetano Del Greco la realizzazione di un chiosco per l’affitto degli ombrelloni e la  vendita di vivande per la Omniagest Srl. “Il geometra ha tentato di copiare in qualche modo alcune parti del progetto realizzato dalla mia associzione – spiega Tommaso Saccone, presidente di Minerva – come la passerella che collega la strada alla spiaggia, ma senza alcuna cognizione di causa. Sono dispiaciuto perché sta succedendo la stessa cosa che è accaduta negli anni 70, sempre a Pulsano, con i lavori di recupero del villaggio protostorico e annessa necropoli di Torre Castelluccia, del quale oggi non rimane più traccia a causa della pessima gestione dei lavori ‘di valorizzazione’. Per di più, alcuni spilloni in osso sono magicamente scomparsi dai reperti recuperati durante questi lavori”.

“Tornando al presente – lamenta – la cosa preoccupante è il fatto che la sovrintendenza per i beni archeologici non ha fatto nulla per impedire ciò nonostante le segnalazioni fatte da numerosi cittadini alle forze di polizia. Per fare le foto del chiosco un nostro collaboratore è stato aggredito brutalmente e per questo motivo molti hanno paura a sottoscrivere l’esposto che alcuni cittadini, appoggiati da noi, vogliono fare alla procura di Taranto. Per legge tutti gli enti pubblici: comuni, province e regioni devono collaborare nella valorizzazione del patrimonio culturale del nostro paese, ciò a Pulsano non accade, vengono invece tutelati dal Sindaco gli interessi di pochi”.

Associazione Minerva.

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