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Convegno “Il diritto romano e le scienze antichistiche nell’era digitale” – Firenze, 12 – 13 settembre 2011

Via | Archeogate.

12 settembre 2011 – 13 settembre 2011

Il campo delle applicazioni informatiche per le scienze umane si è andato arricchendo in questi ultimi anni di sempre nuovi prodotti e di metodologie più raffinate, ma anche di una più compiuta consapevolezza della necessità di affrontare i problemi in un’ottica multidisciplinare e integrata. La recente costituzione a Firenze dell'”Associazione italiana per l’informatica umanistica e la cultura digitale” ha offerto l’opportunità di conoscere quanta ricchezza di potenzialità di ricerca vi sia in ciascuna delle discipline coinvolte. E tuttavia – come è emerso anche in quella sede – scarse sono state finora le iniziative nelle quali si sia tentato di costruire qualcosa in comune non tanto sul piano delle metodologie, quanto su quello dei contenuti, dell’oggetto comune della ricerca umanistica, l’uomo e le sue espressioni spirituali e culturali. E ciò tanto più quando si tratti di scienze che, nella tradizione accademica italiana (e non solo) appartengono ad aree scientifiche ritenute profondamente diverse, anche se tutte pertinenti alle “scienze umane”. Se già è difficile far dialogare tra loro storici e filologi, linguisti e archeologi, ancora di più lo è con cultori di scienze, umane anch’esse, come il diritto o la sociologia, l’economia o la statistica. Il che è una contraddizione quando si tratta di scienze che non solo trattano lo stesso oggetto, ma spesso lo fanno attraverso le stesse fonti, esaminate da punti di vista diversi. Parlo ad esempio, per esperienza diretta, del diritto romano, una disciplina che, pur essendo ancorata stabilmente nell’ambito delle scienze giuridiche, assume come proprio oggetto di studio il mondo classico (greco-romano-bizantino) e per ricostruirne l’aspetto giuridico fonda la sua indagine sulle stesse fonti cui attingono storici, archeologi, filologi, letterati del mondo antico.
E’ in effetti alquanto singolare che, mentre nel campo degli studi “tradizionali” sul mondo antico, anche rispetto a cinquant’anni fa, ormai si può dire che le barriere di una pretesa autosufficienza disciplinare si sono molto attenuate, se non ancora del tutto dissolte, nell’ambito degli strumenti tecnologici utilizzati, delle tecniche di reperimento e di trasmissione delle fonti, degli strumenti informatici per l’analisi dei testi e la ricostruzione delle parti mancanti, per l’attribuzione di paternità, ancora non si sia fatto quel salto di qualità che pur sarebbe logico aspettarsi, trattandosi delle stesse fonti e dello stesso oggetto di studio. La ricerca nei nostri settori invece procede spesso per compartimenti stagni, in cui i risultati della ricerca di ciascun settore al massimo (ma
non sempre) vengono conosciuti dagli altri studiosi della stessa disciplina, ma quasi mai vengono esportati al di là di questa. Viene da queste considerazioni l’idea di un Convegno nel quale tentare un approccio comune tra studiosi del mondo antico ai problemi metodologici e tecnologici con i quali ci imbattiamo ogni giorno nel nostro lavoro. Lo scopo del Convegno allora è duplice: da un lato, in una prospettiva non di breve durata, vedere se ci sono spazi per intravedere qualche progetto comune, che si ponga più sul piano delle metodologie che su quello dei contenuti; dall’altro, più nell’immediato, verificare se alcuni problemi di un settore scientifico quale quello del diritto romano possono essere affrontati con metodologie informatiche già utilizzate da altri studiosi di scienze antichistiche (filologi del mondo classico, archeologi, papirologi). Il convegno si articolerà in due giornate: nella prima saranno affrontati, in una carrellata rapida ma possibilmente completa, i prodotti realizzati in ciascuno dei campi disciplinari relativi alle scienze antichistiche, nonché i problemi metodologici di carattere generale (gli standard, le codifiche, i metadati, i linguaggi di comunicazione). Nella seconda, con particolare riferimento alle fonti giuridiche (o comunque di interesse giuridico, come quelle epigrafiche e papirologiche), si affronteranno i problemi specifici del trattamento di queste fonti, in un utile confronto con le ricerche informatiche più avanzate in tema di critica del testo, di ricostruzione delle lacune, di attribuzione di paternità. Una Tavola rotonda riunirà poi i direttori di alcune tra le principali riviste elettroniche di antichistica, allo scopo di valutare l’impatto delle nuove modalità di comunicazione tra gli specialisti, mentre in una saletta attigua verranno presentate alcune tra le più interessanti applicazioni digitali nelle scienze antichistiche. L’adesione pronta di illustri Colleghi che, nelle diverse discipline antichistiche, stanno sperimentando o hanno prodotto strumenti informatici e applicazioni digitali ci conforta che è questa la strada da seguire. Il supporto scientifico e organizzativo offerto dall’Istituto Italiano di Scienze Umane e dal suo direttore Mario Citroni conferisce assoluto prestigio all’iniziativa. L’invito è rivolto a tutti gli studiosi di scienze dell’antichità che utilizzano nel proprio lavoro, didattico o di ricerca, o almeno ne avvertono l’esigenza, prodotti informatici e digitali. Ma sarà altresì necessario l’apporto di quegli studiosi di scienze dell’informazione (non solo informatici in senso stretto, ma anche cultori di scienze cognitive o di scienze archivistiche e biblioteconomiche) che hanno sviluppato particolari competenze nelle applicazioni per le scienze umane, ed in particolare in quelle del mondo antico.

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