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Dall’archeologia riemerge l’antica Ravenna

Un investimento di 60 mila euro, tre anni e un giovane ricercatore dottorato, Enrico Cirelli, per un progetto inedito e innovativo: Ravenna rivedrà la luce così come è stata, in tutto il suo splendore, nelle epoche storiche prese in considerazione dalla ricerca.

Al termine del primo anno dall’avvio dello studio sono più che promettenti i passi in avanti fatti dalla ricerca che indicizzerà tutti i siti archeologici della città di Ravenna attribuendoli alle diverse epoche storiche, schedandoli in un archivio digitale consultabile e navigabile e infine ricostruendo la zona urbana della città di ogni epoca con le più moderne tecnologie 3D.
La prima fase del lavoro, messo in campo dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna, si è sviluppata attraverso la raccolta dei dati contenuti nel complesso di tutta la letteratura archeologica finora prodotta e di tutte le informazioni topografiche riscontrabili nella documentazione scritta che descrive l’evoluzione del paesaggio urbano ravennate dall’età romana al Medioevo.
La schedatura, realizzata secondo i più moderni standard, è stata eseguita nella seconda fase già predisposta per l’archiviazione e la navigabilità dell’archivio: ad oggi sono oltre 300 le schede realizzate dal ricercatore.
Ai dati raccolti si sono infine aggiunti i materiali fotografici, a partire dalla prima carta aerofotogrammetrica, realizzata nel 1976, messa a disposizione dal Comune di Ravenna che si è andata ad aggiungere al resto del materiale grafico appartenente alla cartografia storica della città. Digitalizzando il tutto, il sistema utilizzato, particolarmente versatile, ha infine permesso di interrogare contemporaneamente archivi schedografici e geo-topografici, mettendo in relazioni le informazioni disponibili.
In questo primo anno di lavoro, infine, sono già state realizzate le prime ricostruzioni tridimensionali di alcuni settori del tessuto urbano di Ravenna e dei suoi principali monumenti: in particolare la zona che comprende Palazzo Teodorico e quella del complesso ecclesiastico e monastico di San Severo a Classe.
Un progetto volto a sviluppare la ricerca e l’attività formativa per incidere sul processo di conoscenza e valorizzazione del prezioso patrimonio culturale. Un progetto che mette insieme le potenzialità umane, tecnologiche e scientifiche, confermando quanto UniCredit ritenga ormai imprescindibili e virtuose le sinergie tra il mondo accademico, quello economico e le istituzioni per una crescita sostenibile del nostro territorio. E un progetto che ribadisce ancora una volta l’impegno dell’Università di Bologna, e in particolare del Dipartimento di Archeologia, su Ravenna: dopo gli scavi e la mappatura dell’archeologia a Classe, siamo infatti di fronte alla prima sistematizzazione su base informatica delle conoscenze su questa importante città del Mediterraneo. Al termine del lavoro il caso di Ravenna costituirà senz’altro un modello nel panorama nazionale degli studi.

via | http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=65&id_blog_post=51265

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