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La lavorazione del rame presso i nativi americani

via | Archeomolise.

Da sempre molti archeologi studiano i prodotti artigianali dei nativi americani per scoprire come questi riuscissero a creare dei monili spesso di eccezionale bellezza. Ebbene in questi giorni i ricercatori della Northwestern University sono riusciti a ricreare le tecniche utilizzate per la fusione del rame nel sito di Cahokian (Illinois, sulle rive del Mississipi),  datato ad un arco temporale compreso tra il 700 ed il 1400.

Grazie all’analisi al microscopio di alcuni scarti di lavorazione, gli studiosi, dalla dimensione, dalla forma e dalle caratteristiche dei grani all’interno dei campioni di rame, sono giunti alla conclusione che i fabbri probabilmente martellavano il metallo con una pietra pesante, per poi metterlo nei forni a legna per circa 10 minuti e ripetere il ciclo fino all’ottenimento del foglio. Questa supposizione è stata convalidata dalla riproduzione sperimentale in laboratorio del processo di lavorazione ipotizzato con pepite di rame naturale. Scoperto in tal modo come si otteneva il materiale da lavorazione dei fabbri antichi, si è passati a verificare come questi riuscissero a creare lamine per le corazze cerimoniali, concludendo che paradossalmente l’antica laminazione non potrebbe essere riprodotta, anche con pesi differenti, da una moderna pressa. Altri archeologi invece ipotizzano l’utilizzo di manopole o rivetti che, assieme ad altri dispositivi meccanici, avrebbero dovuto tenere le lastre di rame ben salde assieme. Altro dilemma è stato successivamente svelare come i Cahokians riuscissero a tagliare i fogli di rame in forme regolari. Si è provato in vari modi: piegandoli a rilievo, tagliandoli con forbici, martellando la lama contro uno spigolo o piegando i fogli avanti ed indietro. Solo il bordo piegato sembrava tuttavia assomigliare a quello dei reperti trovati e quindi il metodo di taglio più probabile per i Cahokians di lavoro.

La scoperta è stata molto importante ai fini dello studio etnologico delle popolazioni native americane. In particolare i ricercatori James Brown, professore di antropologia presso la Northwestern Weinberg College of Arts and Sciences, e John E. Kelly, professore di antropologia alla Washington University di St. Louis, affermano l’utilità dei processi scientifico-sperimentali di riproduzione degli strumenti in metallo degli antichi nativi. Un ulteriore obiettivo sarà infine quello di confrontali con i materiali dei siti vicini, per avere prospettive di ricerca più ampie sulle conoscenze delle tecniche di lavorazione metallurgica nell’America del passato.

 

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