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L’archeologia 2.0 a portata di mano

fonte: http://www.nationalgeographic.it/italia/2010/12/14/news/articolo_archeologia_smartphone-150508/

Ripercorrere il fascino di monumenti senza tempo? Oggi è possibile con una nuova applicazione

per smartphone, capace di trasformare resti, rovine in riproduzioni in 3D e applicazioni interattive

multimediali. Alla scoperta di un applicazione rivoluzionaria per la valorizzazione del patrimonio

artistico e dei beni culturali, progettata da una sezione speciale del CNR. Guarda la fotogalleria

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di Federico Formica

Immaginate di camminare per le strade di una città e di vederla cambiare d’aspetto a seconda dell’epoca storica. Posando gli occhi sullo smartphone o sul tablet. Immaginate di fare quattro chiacchiere con i personaggi che hanno vissuto e scritto la storia di quei luoghi. A Teramo e a Dublino è possibile. È l’ultima frontiera dell’archeologia virtuale, l’attività che si occupa di trasformare resti, rovine e reperti in riproduzioni 3D, applicazioni interattive e multimediali. Ma dietro alle meraviglie della tecnologia c’è ricerca storica, ricostruzione di luoghi e paesaggi. È per questo che in Italia la missione è stata affidata al Cnr e più precisamente all’Itabc, l’istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali.

Fino ad oggi i ricercatori di Itabc hanno soprattutto realizzato installazioni all’interno di musei o siti archeologici. Ma nell’era dei telefonini tuttofare e dei tablet la visita archeologica diventa un’esperienza personale da gestire come ci pare e piace. Tutto sul nostro dispositivo.

Per capire di cosa stiamo parlando basta dare un’occhiata al catalogo di Archeovirtual, la mostra dedicata alle tecnologie applicate ai beni culturali che Itabc ha organizzato a Paestum a fine novembre 2010. Ricercatori e grafici di tutta Europa si sono sbizzarriti: gli spagnoli hanno ricreato Cartagine, l’azienda italiana Hgv il castello svevo di Sannicandro di Bari, i greci la battaglia delle Termopili. Ma i progetti più innovativi – e già disponibili – sono quelli del Cnr e di Noho Ltd, che hanno creato rispettivamente un’applicazione per Teramo e per Dublino disponibile per iPhone e iPad.

Teramo.
Per la città abruzzese il laboratorio Itabc ha creato un’app scaricabile gratuitamente dall’Apple store. Nel momento in cui ci troviamo nel centro storico di Teramo, basta aprire l’applicazione per navigare attraverso una mappa in cui passato e presente convivono: possiamo scegliere di visualizzare i tracciati viari della Teramo di età romana o medievale, mentre in trasparenza continuiamo a vedere la toponomastica di oggi. Basta un colpo d’occhio per rendersi conto delle trasformazioni che la città ha vissuto, dalla sua nascita ai giorni nostri. Ogni livello storico ha diversi punti di interesse: basta toccarli con il dito per saperne di più attraverso video, audio, brevi testi e riproduzioni 3D.

Ed è proprio in questo ambito che gli studiosi del Cnr hanno concentrato gli sforzi, ricostruendo la basilica paleocristiana su cui oggi sorge la chiesa di Sant’Anna e la cattedrale medievale di Santa Maria Aprutiensis, saccheggiata e poi bruciata dai normanni nel 1156 insieme a buona parte della città. Più che una visita archeologica è un’immersione nel passato, perché oltre a vedere i luoghi sacri così come dovevano essere, possiamo farci raccontare come sono andate le cose direttamente dai protagonisti.

E così ci imbattiamo in papa Gregorio Magno, che per primo parlò dell’antica basilica; con San Berardo, che era vescovo della città quando Santa Maria Aprutiensis era ancora in piedi e oggi è il patrono di Teramo; con il conte Roberto di Loretello, il responsabile del terribile incendio che nel Dodicesimo secolo cancellò la cattedrale dalle mappe cittadine. L’archeologo Francesco Savini invece ci spiega come  scoprì – a fine Ottocento – la maggior parte dei siti storici teramani. Ma c’è un altro personaggio virtuale che ritroviamo in tutte le applicazioni: è l’architetto romano Vitruvio, che per l’occasione è stato ribattezzato “Virtuvio”. In questo viaggio nel tempo è lui il nostro Virgilio ed è lui che ricostruisce come per magia i luoghi che il tempo e gli eventi hanno cancellato.

E questo è solo l’inizio perché i ricercatori del Cnr stanno lavorando per aggiungere nuovi siti archeologici alla applicazione di Teramo.

Dublino. Sullo stesso stile è l’applicazione che la società Noho Ltd ha sviluppato per Dublino. Anche questa disponibile – almeno per ora – solo per iPhone ed è pensata per accompagnare il turista in una passeggiata lungo le mura della capitale irlandese.

Possiamo muoverci su due visuali: una rappresenta la città mentre l’altra simula un sito web. La visuale città ci permette di percorrere l’antica cinta muraria e di distinguere quali parti sono ancora in piedi, quali si trovano sotto il livello del suolo e quali sono scomparse. Possiamo zoomare ed entrare nel dettaglio in ogni momento. Poi c’è l’opzione più spettacolare: un modello tridimensionale della Dublino del 1540 che possiamo guardare a volo d’uccello. Per scendere a terra basta toccare lo schermo sul punto desiderato: eccoci a camminare tra le vie di quasi 500 anni fa. Il selciato, le case, le due cattedrali e il castello di pietra sono ricostruiti minuziosamente.
La visuale in stile sito web arricchisce la mappa. Contiene video, archivi fotografici e testi per ognuno dei punti d’interesse all’interno delle mura.

Prossima tappa: Matera. Per l’archeologia virtuale è iniziata una nuova era. Ogni applicazione migliora e perfeziona la precedente nel giro di pochi mesi. A marzo 2011 i ricercatori del laboratorio Itabc completeranno un progetto ancora più innovativo. E l’attenzione si sposta su Matera. Eva Pietroni, ricercatrice del progetto, ci dà un’anticipazione: “Stiamo sviluppando contenuti per ogni piattaforma senza discriminare nessuno: dal telefonino di vecchia generazione, che potrà accedere a una guida turistica vocale e a contenuti spediti via mms, allo smartphone fino al tablet, che ad oggi permette l’esperienza visiva più spettacolare”.

Proprio sulle nuove tavolette multimediali potremo navigare attraverso una timeline che ci mostrerà Matera in tutte le epoche. Ognuna si sovrappone a quella precedente ma saremo noi a modificare l’opacità a nostro piacimento, per confrontare in un attimo come si è evoluta la città dal Medioevo al Rinascimento, o dal Novecento ai nostri giorni. In un’altra sezione saranno gli stessi materani – in brevi interviste video – a raccontarci la loro città attraverso esperienze, ricordi e leggende. Tutto gratuitamente.

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