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Medicina Antica: Fiori come Medicine

Fonte: Historyblog.

Nell’antichità, quando le conoscenze mediche erano scarse, ci si affidava spesso al potere terapeutico dei fiori e delle piante, che ancora oggi in effetti, forniscono principi attivi importanti per medicine e preparati vari.

Tempo fa fu trovato in Iraq, per la precisione a Shanidar, un uomo preistorico vissuto circa 60000 anni fa sepolto sotto un tappeto di fiori; si trattava probabilmente di un “guaritore” dell’epoca accompagnato nell’aldilà dai suoi tipici “ferri del mestiere”.

I medici dell’antica Roma facevano largo uso di fiori; il papavero ad esempio veniva adoperato come anestetico e contro l’insonnia, mentre il succo delle margherite fresce veniva spremuto sulle bende per lenire le ferite dei soldati.

Le radici di asfodelo erano molto utilizzate per mantenere il bianco dei denti e contro le scottature, mentre l’infuso di mammole, mirra e zafferano era ottimo contro la congiuntivite.

Nel Medioevo, soprattutto alla corte di Carlo Magno, l’iris fungeva da “tuttofare” poiché era utilizzato praticamente per qualsiasi disturbo o malanno; interi o conservati sotto spirito per le contusioni, bolliti nel vino contro la peste, il bulbo come antidolorifico.

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