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Paestum. Bilancio della XIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

XIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

La XIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico ha chiuso i battenti, tracciamo un bilancio,

Dal 17 al 20 novembre del 2011 si è svolta a Paestum (Comune di Capaccio – Sa) la XIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA). La kermesse, realizzata con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, dell’OMT, dell’Unesco e dell’ICCROM, anche per quest’anno ha ospitato interessanti convegni e dibattiti con tema turismo e archeologia.

Nella sezione, dedicata agli archeofilm, a cura della rassegna internazionale del cinema archeologico, sono state presentate le due pellicole vincitrici del premio “Paolo Orsi” e del premio “Città di Rovereto – Archeologia viva”. I film, con chiaro intento di divulgazione scientifica, hanno avuto un impatto piuttosto positivo nei confronti della platea.

Interessante anche l’ampio dibattito sostenuto durante l’archeolavoro, dove diversi docenti delle università italiane hanno esposto l’offerta formativa dei rispettivi atenei con i conseguenti gli sbocchi professionali.

La sezione delle conferenze e archeoincontri è, come ogni anno, particolarmente densa.

Nella terza riunione della SISTUR – società italiana di scienze del turismo – si è discusso della formazione universitaria, del problema sviluppo economico e dell’innovazione turistica.

Ricco di spunti sono stati i dibattiti “Organizzazione e valorizzazione del territorio” e “La tessitura della ginestra nella cultura arberesche”, a cura dei gruppi archeologici d’Italia.

Non sono mancati gli interventi di personaggi dello spettacolo come Alessandro Cecchi Paone che si è occupato della falsa previsione fatalista dei Maya e di Alberto Angela che ha deliziato il pubblico con divulgazioni scientifiche sul mondo romano.

L’archeoincontro più atteso dagli operatori del settore è risultato essere “Stati generali dell’archeologia. La professione dell’archeologo”, dove si è discusso a lungo tra docenti universitari, funzionari delle Soprintendenze, associazioni di categoria come l’ANA, la CIA, la CNAP e la FAP. Tutti a gran voce hanno richiesto meno staticità da parte del Ministero, più attenzione verso la figura dell’archeologo e l’individuazione della sua categoria professionale che in Italia oggi ancora non esiste. Da segnalare l’intensa attività dello stand dell’ANA – Associazione Nazionale Archeologi – che dal 2006 opera per ottenere “ più tutela per chi tutela”, dove hanno trovato soluzione i diversi quesiti e perplessità posti dai giovani laureandi in archeologia.

La novità di quest’anno è stata l’area archeovirtual dedicata alla realtà virtuale, sintomo di una società che sta cambiando e che ha riscosso consenso presso i più giovani, affascinati sempre più spesso dalla tridimensionalità e dalle nuove tecnologie.

L’organizzazione dell’evento ha pensato anche alle esigenze dei più piccoli allestendo diversi spazi espositivi e didattici dedicati all’archeologia sperimentale, dove si poteva assistere alla realizzazione di manufatti in ceramica, pietre e osso.

La BMTA non è solo incontri e dibattiti, ma anche un’ottima vetrina per enti pubblici e privati che intendono proporre ai visitatori le loro attività e i loro beni culturali.

Sono stati seguiti con interesse lo stand del MIBAC che ha esposto i diversi progetti sulla valorizzazione e gestione integrata del patrimonio culturale, lo stand della Turchia, ospite internazionale, gli stand delle diverse nazioni (Argentina, Egitto, Iran, Lituania, Palestina, etc…) delle regioni (Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Toscana) che promuovevano diversi itinerari culturali associati a degustazioni eno-gastronomiche, infine, lo stand dell’istituto alberghiero di Latina era dedito a rifocillare i visitatori, riproponendo in chiave moderna alcuni piatti di origine etrusca.

La manifestazione nel suo complesso ha contato un buon numero di presenze, ma bisogna sottolineare il calo netto di partecipanti e di espositori. Questo dato, legato alla crisi finanziaria che attanaglia l’Europa, è un chiaro segnale che bisogna impegnarsi a rilanciare il turismo e l’archeologia in Italia.

via | archeorivista

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